Il papiro: la sua storia ed il suo utilizzo

Gli egiziani la chiamarono uaz, i greci dapprima biblos, successivamente pàpyros e quindi chartès. Gli stessi termini li ritroviamo nella lingua italiana: biblioteca - papiro - carta, nel tedesco: papier, nell'inglese: paper, nel francese: papier. Con la pianta venivano fabbricate anche corde, recipienti, stuoie, barche, vele, lumi, sandali (unici calzari consentiti ai sacerdoti egizi); il succo serviva da bevanda e le ceneri da medicamento.

Gli egiziani, mentre perfezionavano la scrittura lapidaria, riuscirono a creare un supporto leggero e pieghevole: la carta di papiro.

In Europa la carta papiro resta la più apprezzata: la cancelleria vaticana e quella reale francese la utilizzano fino all'XI secolo, la Chiesa di Ravenna fino al X secolo; S. Agostino si scusava di dovere scrivere su pergamena perché sfornito di papiro. 

La fabbricazione della carta è documentata in una tomba tebana, risalente al 1400 a.C. Nella parete è raffigurato un uomo che sporgendosi da una barca raccoglie i papiri, mentre un altro uomo li lega a fasci; sulla riva un terzo uomo trasporta il fascio sulla schiena per consegnarlo ad un quarto che lavora gli steli seduto su uno sgabello. 

Una descrizione della lavorazione è fornita da Gaio Plinio Secondo il Vecchio (23 - 79 d.C.): "il fusto veniva tagliato in strisce sottili per il lungo con un coltello e venivano poste l'una accanto all'altra su di una tavola fino a formare la grandezza del foglio desiderata; sopra questo strato venivano poste altre strisce ad angolo retto rispetto alle prime; il tutto veniva inumidito con le acque torbide del Nilo; infine i due strati venivano pressati e fatti essiccare al sole. Si ottenevano fogli della larghezza voluta e la striscia veniva conservata arrotolata". 

La raccolta della pianta matura al punto giusto e l’utilizzo solo della parte migliore di essa, il trattamento di immunizzazione effettuato solo con sali naturali, l’opportuna cura nella manipolazione dei fogli durante le varie fasi di essiccamento, fanno la differenza fra la carta pregiata ad uso scrittorio e quella emporetica ad uso commerciale.

Un foglio posto in trasparenza farà notare il reticolato formato dalle strisce sovrapposte in ortogonale e la cura con cui è stato realizzato.

I costi elevati della carta papiro non derivano dalla materia prima, ma dalla tecnica di fabbricazione a cui va aggiunto il valore per la scrittura e la decorazione; per questo i papiri hanno un alto valore se vengono prodotti con cura e sono ricchi di significato culturale (come tutte le opere d'arte).